ENEL: accordo di accompagnamento alla pensione “quota 100”



Firmato il 26/1/2021, tra ENEL Italia SpA, in nome e per conto di tutte delle società del Gruppo, e la FILCTEM-CGIL, la FLAEI-CISL e la UILTEC l’accordo per la regolamentazione dell’accesso incentivato alla pensione con la cosiddetta “quota 100”.


Come noto, l’Azienda ha completato il 31/12/2020 il piano di uscite di art. 4 legge n. 92/2012 il cui numero di destinatari è stato definito con gli accordi sindacali 27/11/2015 e 7/10/2020 ed ha attivato con accordo sindacale del 14/10/2020 un nuovo piano di cessazioni per gli anni 2021 -2024 limitato all’area Power generation e Trading;
Le Parti intendono utilizzare gli strumenti normativi previsti dall’ordinamento e ricercare soluzioni su base esclusivamente volontaria che vengano incontro alle esigenze dei dipendenti di cessare consensualmente il rapporto di lavoro a fronte della maturazione dei requisiti per fruire della pensione quota 100.
Ciò premesso, le Parti con la firma dell’accordo del 26/1/2021, condividono il piano di incentivazione come di seguito definito:

Dipendenti interessati
L’incentivazione alle risoluzioni consensuali del presente verbale è riferita ai dipendenti delle società del Gruppo in Italia che abbiano maturato o matureranno entro il 31/12/2021, i requisiti previsti per la pensione “quota 100” e che risolvono il rapporto di lavoro come segue:
La risoluzione del rapporto è rimessa all’iniziativa del lavoratore e si perfeziona con accordo tra Azienda e lavoratore da sottoscrivere esclusivamente nella consueta forma di un verbale individuale ai sensi e per gli effetti dell’art. 2113 c.c. e degli art. 410 e seg. c.p.c., nel rispetto dei termini di adesione e delle date di cessazione di seguito indicate.













Maturazione dei requisiti pensionistici “quota 100”

Termine di adesione da parte del dipendente

Data cessazione

A. Fino al 31/12/2020 Entro 28/2/2021 Entro il 31/3/2021
B. Dal 1/1/2021 al 31/12/2021 almeno due mesi prima della cessazione Prima data utile, determinata in rapporto alla decorrenza della “pensione quota 100” (comprensiva della c.d. “finestra”)


l’Azienda si riserva, inoltre, la possibilità, in caso di esigenze tecnico organizzative, di disporre un eventuale differimento dell’uscita del dipendente nell’arco della durata prevista dal presente verbale e comunque non oltre il 31/3/2022. In tal caso per il calcolo dell’incentivo all’esodo si prenderà a riferimento quella che sarebbe stata la prima data utile di cessazione in relazione alla decorrenza della pensione “quota 100”.

Incentivo all’esodo
Le Parti prevedono un incentivo all’esodo la cui quantificazione dell’importo è commisurata al periodo di tempo intercorrente tra la data di cessazione dal servizio e quella prevista per la maturazione dei primi requisiti utili ad oggi vigenti per la pensione anticipata o di vecchiaia.
Tale importo lordo omnicomprensivo è determinato nella misura di due mensilità cui si aggiunge mezza mensilità per ogni mese di anticipo rispetto alla data sopra indicata.
Al riguardo, la cessazione dovrà avvenire alla prima data utile, determinata in rapporto alla decorrenza della “pensione quota 100” (comprensiva della c.d. “finestra”) o entro il 31/3/2021 qualora il dipendente intenda comunque anticipare la risoluzione del rapporto ai sensi del punto 2.2.
Per il calcolo del suddetto importo viene presa a riferimento la retribuzione mensile media lorda, utile ai fini del calcolo del Trattamento di Fine Rapporto (cioè l’imponibile TFR come riportato nel prospetto paga) dei 12 mesi precedenti alla data di presentazione, da parte del lavoratore, della richiesta di adesione all’esodo incentivato.

Limiti di applicabilità dell’accordo
Il presente verbale non si applica nei confronti dei dipendenti che abbiano già formalmente presentato le dimissioni dal servizio o sottoscritto accordo di risoluzione consensuale. Quanto previsto dal presente verbale non è cumulabile con eventuali trattamenti previsti da modifiche legislative o istituti contrattuali già presenti o che potranno essere attivati.

Comunicazioni all’anagrafe tributaria: modalità e termini


Fornite le modalità e i termini delle comunicazioni all’anagrafe tributaria delle iscrizioni, variazioni e cancellazioni negli albi, registri ed elenchi tenuti dagli ordini professionali, enti ed uffici preposti (AGENZIA DELLE ENTRATE – Provvedimento 27 gennaio 2021, n. 26004)

In capo a tutti gli enti ed uffici, anche diversi dagli Ordini professionali, quale che sia la loro natura, sussiste l’obbligo di comunicazione delle iscrizioni, variazioni e cancellazioni dagli albi ed elenchi alla tenuta dei quali sono preposti.
A tal fine, si prevede di estendere l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione con lo scopo di razionalizzare e semplificare le attività gestionali connesse all’adempimento del sopra citato obbligo di comunicazione.
Conseguentemente, il Provvedimento in oggetto detta disposizioni tese a garantire la consistenza e coerenza della banca dati, comportando la trasmissione all’Agenzia delle entrate, per ciascun anno, delle informazioni relative all’intera platea dei soggetti iscritti. La previsione, inoltre, della possibilità di adempiere all’obbligo di comunicazione da parte dei singoli Ordini professionali territoriali per il tramite del Consiglio Nazionale, con l’invio delle informazioni confluite nell’Albo unico nazionale realizza vantaggi in termini di raccolta e di riferibilità della comunicazione ad un unico soggetto per tutti gli aspetti collegati alla gestione dei dati una volta in possesso dell’Agenzia.
In considerazione della estrema eterogeneità dei soggetti obbligati, al fine di garantire la massima qualità del dato, sono previste le seguenti modalità alternative per l’invio della comunicazione:
– direttamente o per il tramite di un intermediario qualificato, attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate;
– per il tramite dei Consigli Nazionali, che abbiano ricevuto indicazioni in tal senso dagli Ordini territoriali, attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate;
– per il tramite dei Consigli Nazionali nell’ambito di specifiche convenzioni per lo scambio di dati con l’Agenzia delle entrate.
L’obbligo di comunicazione resta sempre in capo agli ordini territoriali, anche nel caso in cui abbiano trasmesso i dati al Consiglio Nazionale ma quest’ultimo per qualunque motivo non abbia trasmesso i dati all’Agenzia delle entrate, nonché in ogni altro caso di comunicazione non trasmessa.
La decorrenza dal 2021, con riferimento ai dati del 2020, è prevista per permettere a tutti gli Ordini territoriali e a tutti i Consigli nazionali di adeguare i propri sistemi informativi. Il termine “variazioni” indicato nel provvedimento viene utilizzato per consentire la comunicazione dei cambiamenti della posizione del professionista nell’Ordine territoriale, per esempio le sospensioni dall’albo stesso o le cancellazioni oppure le informazioni circa la cessazione dall’esercizio dell’attività. Le variazioni di ordine territoriale sono gestite, invece, con la cancellazione comunicata dal vecchio ordine territoriale e l’iscrizione comunicata dal nuovo ordine territoriale.
Sono oggetto di comunicazione all’Agenzia delle entrate, i dati e le notizie concernenti le iscrizioni, variazioni e cancellazioni in albi, registri ed elenchi istituiti per l’esercizio di attività professionali e di lavoro autonomo (art. 7, co. 3, dpr n. 605 del 1973).
Al fine di garantire la consistenza e coerenza del relativo archivio nonché l’efficace monitoraggio dell’adempimento, la comunicazione annuale ha ad oggetto, per tutti i soggetti che siano risultati iscritti almeno un giorno per l’anno di riferimento della comunicazione, i dati delle iscrizioni, variazioni e cancellazioni, nonché quelli dei periodi di sospensione.
Sono obbligati alla comunicazione delle informazioni gli Ordini professionali territoriali e gli altri enti e uffici, preposti alla tenuta di albi, registri ed elenchi istituiti per l’esercizio di attività professionali e di lavoro autonomo.
I soggetti indicati effettuano le comunicazioni utilizzando i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate. Al fine della trasmissione telematica possono essere utilizzati i prodotti software di controllo e di predisposizione dei file resi disponibili gratuitamente dall’Agenzia delle entrate.
Gli Ordini professionali territoriali che abbiano fornito per via telematica al proprio Consiglio Nazionale tutte le informazioni rilevanti ai fini dell’aggiornamento dell’Albo unico nazionale, possono effettuare l’adempimento per il tramite del Consiglio Nazionale dell’Ordine, secondo modalità definite in specifiche convenzioni tra il suddetto Consiglio Nazionale e l’Agenzia delle entrate ovvero con le usuali modalità di trasmissione.
Il termine per la trasmissione delle comunicazioni è stabilito al 30 giugno di ciascun anno con riferimento ai dati relativi all’anno precedente. Gli effetti del provvedimento in oggetto decorrono dai dati dell’anno 2020.


Licenziamento per motivi economici: non rileva l’obbligo di repechage


L’obbligo per il datore di lavoro di dimostrare l’impossibilità di adibire il dipendente da licenziare in altri posti di lavoro rispetto a quello da sopprimere (cd. obbligo di repechage) è incompatibile con motivazioni strettamente collegate alla mera riduzione dei costi per il personale, in quanto, in tal caso, il mantenimento in servizio del dipendente, seppure in altre mansioni, contrasterebbe con la predetta esigenza (Corte di Cassazione, sentenza 25 gennaio 2021, n. 1508).


Un dipendente con qualifica di operaio portuale (addetto al rizzaggio e derizzaggio) aveva lamentato l’illegittimità del suo licenziamento, fondata sulla insussistenza del giustificato motivo oggettivo, sulla mancata indicazione del motivo e sulla violazione dei principi di correttezza e buona fede nella scelta dei dipendenti da licenziare.
Tanto il Giudice di prime cure, quanto la Corte di appello avevano ritenuto violati i canoni di correttezza e buona fede perché il lavoratore era stato selezionato in modo arbitrario, in quanto considerato unità più costosa e in esubero; tuttavia, il giustificato motivo addotto non era manifestamente insussistente perché la società aveva subito perdite che giustificavano i licenziamenti intimati.
Avverso la sentenza ricorre così in Cassazione il lavoratore, lamentando che la Corte di merito avesse erroneamente negato la tutela reintegratoria e non considerato la possibilità di ricollocare il lavoratore in diversa posizione.
Per la Suprema Corte il ricorso non è fondato.
L’obbligo per il datore di lavoro di dimostrare l’impossibilità di adibire il dipendente da licenziare in altri posti di lavoro rispetto a quello da sopprimere (cd. obbligo di repechage) è incompatibile con motivazioni strettamente collegate alla mera riduzione dei costi per il personale. Ciò, in quanto, in tal caso, il mantenimento in servizio del dipendente, seppure in altre mansioni, contrasterebbe con la predetta esigenza. Ne consegue che il detto obbligo non può ritenersi violato quando l’ipotetica ricollocazione del lavoratore nella compagine aziendale non è compatibile con il concreto assetto organizzativo stabilito dalla parte datoriale (Corte di Cassazione, sentenza n. 21715/2018).
La Corte territoriale, dunque, ha correttamente valutato il profilo della violazione dei criteri di scelta dei lavoratori, avuto riguardo alle mansioni espletate, e riconosciuto la spettanza dell’indennità risarcitoria, dovendosi escludere la manifesta insussistenza delle ragioni economiche poste a fondamento del recesso.

Modalità di consultazione delle banche dati catastali


A decorrere dal 1° febbraio 2021 è attivato progressivamente sull’intero territorio nazionale, ad eccezione dei territori nei quali il catasto è gestito, per delega dello Stato, dalle Province Autonome di Trento e di Bolzano, il sistema tecnologico denominato Sistema Integrato del Territorio (SIT), per lo svolgimento delle funzioni di competenza dell’Agenzia delle Entrate relative al catasto e ai servizi geotopocartografici, nonché in materia di anagrafe immobiliare integrata. (AGENZIA DELLE ENTRATE – Provvedimento 26 gennaio 2021, n. 24383).

Con il provvedimento in oggetto si prevede l’attivazione progressiva del Sistema Integrato del Territorio (SIT), nel quale sono conservati gli atti e gli elaborati catastali registrati nel sistema informativo dell’Agenzia delle Entrate.
Sono inoltre disciplinate, in conformità a quanto previsto dalle disposizioni vigenti, le modalità di visura e consultazione di atti e elaborati catastali, sia presso gli uffici dell’Agenzia, sia per via telematica, nonché le modalità di accesso telematico alla base dei dati catastali da parte dei sistemi informatici delle pubbliche amministrazioni.
Per la conservazione degli atti catastali e degli elaborati catastali l’Agenzia delle Entrate si avvale degli strumenti gestionali e degli archivi informatizzati che costituiscono il SIT.
I dati presenti negli archivi del SIT costituiscono l’informazione primaria ed originale delle risultanze informatizzate degli atti e degli elaborati catastali.
Le visure degli atti e degli elaborati catastali presenti nel SIT sono consentite in conformità a quanto previsto dalla disciplina normativa di riferimento e secondo le modalità specificate nel presente provvedimento.
Le stampe ottenute non costituiscono certificazione e non contengono attestazione di conformità.
Gli atti catastali, gli elaborati planimetrici e i documenti tecnici d’ausilio alla predisposizione degli atti di aggiornamento geometrico sono visionabili da chiunque, per via telematica o presso l’ufficio.
Le visure per via telematica sono effettuate tramite i servizi messi a disposizione dall’Agenzia, salvo il pagamento dei tributi speciali catastali ove dovuti.
La consultazione delle planimetrie delle unità immobiliari urbane è consentita, in conformità a quanto previsto dalle disposizioni vigenti, a richiesta del proprietario, del possessore, di chi ha diritti reali di godimento sull’unità immobiliare ovvero di chi possa dimostrare di agire per conto di questi.
L’accesso alle planimetrie catastali è in ogni caso consentito per l’esercizio delle funzioni di ordine e sicurezza pubblica, di difesa e sicurezza nazionale, di polizia giudiziaria e polizia economico-finanziaria, nonché di gestione delle emergenze e delle funzioni in ambito di protezione civile. La consultazione è inoltre consentita ai Comuni per i controlli urbanistici e la gestione della fiscalità immobiliare locale e alle pubbliche amministrazioni per motivate esigenze, connesse ai propri compiti istituzionali, fondate su idonea base giuridica.
L’utilizzo delle informazioni acquisite è consentito esclusivamente nel rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali.
Resta ferma la visura degli atti ed elaborati catastali disponibili su supporto cartaceo e non presenti nel sistema informativo, consentita a vista, nel rispetto delle previsioni del presente provvedimento.


Crediti formativi 2020 autocertificabili fino al 28 febbraio


Prorogato dal 15 gennaio 2021 al 28 febbraio 2021 il termine per l’autocertificazione dei crediti formativi maturati fino al 31 dicembre 2020 a seguito della partecipazione a webinar organizzati dagli Ordini territoriali (CNDCEC – Nota 25 gennaio 2021, n. 9).

La richiesta di avere più tempo a disposizione per l’autocertificazione era arrivata al Consiglio da alcuni Ordini locali della categoria.
Al fine di assicurare a tutti gli iscritti  il riconoscimento di questa tipologia di crediti, il sistema per la compilazione del form per l’autocertificazione, presente sul sito del Consiglio nazionale, sarà dunque disponibile fino al 28 febbraio 2021.


Novità e scadenze della CU 2021


L’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento 15 gennaio 2021, n.13088, ha approvato la Certificazione Unica 2021, relativa all’anno 2020, che tiene conto delle novità introdotte dal decreto Cura Italia (D.L. n. 18/2020) e dal decreto Rilancio (D.L. n. 34/2020) per sostenere il lavoro durante l’emergenza Covid-19.

Nella Certificazione Unica 2021, da trasmettere entro il 16 marzo 2021, fanno ingresso il trattamento integrativo e l’ulteriore detrazione per i redditi di lavoro dipendente e assimilati. Tra le novità anche la clausola di salvaguardia per l’attribuzione da parte del sostituto del bonus Irpef e del trattamento integrativo in presenza di ammortizzatori sociali e l’attribuzione del premio ai lavoratori dipendenti nel mese di marzo 2020.


All’appello ci sono anche le detrazioni per oneri parametrate al reddito e l’indicazione delle somme restituite al netto delle ritenute subite.

Clausola di salvaguardia

Il Decreto Rilancio ha previsto che al fine di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse all’emergenza epidemiologica da COVID -19, per l’anno 2020 il bonus irpef e il trattamento integrativo spettano anche se l’imposta lorda sia di importo inferiore alla detrazione spettante, per effetto delle misure a sostegno del lavoro contenute nel Decreto Cura Italia.


Il sostituto d’imposta, pertanto, riconosce il bonus irpef e il trattamento integrativo per il periodo nel quale il lavoratore fruisce degli ammortizzatori sociali speciali concessi dal Decreto Cura Italia assumendo, in luogo degli importi delle predette misure di sostegno, la retribuzione contrattuale che sarebbe spettata in assenza dell’emergenza sanitaria da COVID-19 .
In particolare il sostituto dovrà:
– barrare il punto 478, nel caso in cui siano state erogate somme a sostegno del reddito;
– compilare il punto 479, indicando il reddito da lavoro dipendente di cui all’art. 49 con esclusione di quelli indicati nel comma 2, lettera a), e all’art. 50, comma 1, lettere a), b), c), c-bis), d), h-bis) e l) del Tuir, effettivamente erogato;
– compilare il punto 480, indicando il reddito contrattuale che sarebbe stato erogato in assenza dell’emergenza sanitaria da COVID-19.


Nell’ipotesi in cui vengano conguagliate più Certificazioni Uniche il sostituto che effettua le operazioni di conguaglio dovrà compilare i presenti punti considerando anche il minor reddito derivante dagli ammortizzatori sociali erogati dal precedente sostituto.

Trattamento integrativo

Il D.L. n. 3/2020 ha previsto all’art. 1 il riconoscimento di una somma a titolo di trattamento integrativo, che non concorre alla formazione del reddito, di un importo pari a 600 euro per l’anno 2020 se il reddito complessivo non è superiore a 28.000 euro. Tale somma è riconosciuta in via automatica dai sostituti d’imposta qualora l’imposta lorda determinata sui redditi di cui agli artt. 49, con esclusione di quelli indicati nel comma 2, lettera a), e 50, comma 1, lettere a), b), c), c-bis), d), h-bis) e l), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al DPR n. 917/1986 sia di importo superiore a quello della detrazione spettante ai sensi dell’articolo 13, comma 1, del citato testo unico. Il trattamento integrativo è rapportato al periodo di lavoro e spetta per le prestazioni rese dal 1° luglio 2020.
Riguardo ai dati per la eventuale compilazione della dichiarazione dei redditi, per la compilazione del punto 400 è necessario utilizzare uno dei seguenti codici:
1. se il sostituto d’imposta ha riconosciuto al dipendente il trattamento integrativo e lo ha erogato tutto o in parte;
2. se il sostituto d’imposta non ha riconosciuto al dipendente il trattamento integrativo ovvero lo ha riconosciuto, ma non lo ha erogato neanche in parte.


La sezione del trattamento integrativo, in riferimento al quadro “detrazioni e crediti” va compilata in caso di erogazione di redditi di cui agli arttt. 49 del Tuir, con esclusione di quelli indicati nel comma 2, lettera a) e 50 comma 1, lettere a), b), c), c-bis, d), h-bis e l) del Tuir.
Nel punto 401 va indicato l’importo del trattamento integrativo che il sostituto d’imposta ha erogato al lavoratore dipendente.
Nel punto 402 va indicato l’importo del trattamento integrativo che il sostituto d’imposta ha riconosciuto ma non ha erogato al dipendente.
Nel caso di precedenti rapporti di lavoro, al fine della compilazione della presente sezione, il sostituto d’imposta che rilascia la Certificazione Unica deve tenere conto dei dati relativi al trattamento integrativo erogato da precedenti sostituti. In tal caso nei punti da 405 a 409 devono essere indicati tali dati di dettaglio, riportando nel punto 410 il codice fiscale del precedente sostituto d’imposta. Si precisa che i punti 408 e 409 devono essere compilati nell’ipotesi di operazione straordinaria con passaggio di dipendenti senza interruzione del rapporto di lavoro e senza estinzione del precedente sostituto e nell’ipotesi di operazione straordinaria con estinzione del precedente sostituto d’imposta e con prosecuzione dell’attività da parte del nuovo, nel caso in cui il primo sostituto abbia recuperato il trattamento integrativo. L’importo indicato nei punti 408 e 409 devono essere riportati rispettivamente anche nei precedenti punti 403 e 404.
All’articolo 1, co. 3 del citato decreto è previsto che qualora in sede di operazioni di conguaglio, il trattamento integrativo si riveli non spettante, i medesimi sostituti d’imposta provvedono al recupero del relativo importo, tenendo conto dell’eventuale diritto all’ulteriore detrazione di cui all’articolo 2. Nel caso in cui il predetto importo superi 60 euro, il recupero dello stesso è effettuato in otto rate di pari ammontare a partire dalla retribuzione che sconta gli effetti del conguaglio.
Nel caso in cui si debba procedere al recupero del trattamento integrativo precedentemente riconosciuto indicare nel punto 403 l’ammontare di detto trattamento recuperato entro le operazioni di conguaglio; nel caso in cui il recupero avvenga in forma rateizzata, riportare nel punto 404 l’ammontare da recuperare successivamente alle operazioni di conguaglio. In entrambi i casi l’importo da riportare al punto 401 deve intendersi nettizzato dell’importo recuperato.
Relativamente al credito bonus Irpef e al trattamento integrativo si precisa che le rispettive sezioni devono essere sempre compilate in presenza dei punti 1 e 2 a prescindere se gli stessi sono stati o meno riconosciuti dal sostituto.

Premio Covid-19 lavoratori dipendenti

L’art. 63 del Decreto Cura Italia (D.L. n. 18/2020) ha riconosciuto ai lavoratori dipendenti un premio, per il mese di marzo 2020, pari a 100 euro da rapportare al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di lavoro nel predetto mese.
I beneficiari del premio sono i titolari di reddito di lavoro dipendente di cui all’art. 49, co. 1 del TUIR che nel mese di marzo 2020 hanno svolto la prestazione lavorativa nella propria sede di lavoro.
Sono ammessi sia lavoratori dipendenti del settore privato, sia lavoratori dipendenti delle amministrazioni dello Stato (comprese quelle con ordinamento autonomo).
Il riconoscimento del premio è subordinato al rispetto delle seguenti condizioni:
– possedere un reddito da lavoro dipendente del 2019 non superiore a 40.000 euro;
– aver svolto nel mese di marzo 2020 la prestazione di lavoro nella propria sede di lavoro.


Ai fini della compilazione della Certificazione Unica 2020, per i dipendenti che hanno beneficiato del contributo, nel punto 476 della CU bisogna riportare il premio erogato ai lavoratori che hanno prestato la loro attività lavorativa nel mese di marzo 2020 come previsto dall’articolo 63 del D.L. n. 18/2020. Nel caso in cui si debba procedere al recupero del premio precedentemente riconosciuto l’importo da riportare al presente punto deve intendersi nettizzato dell’importo recuperato.

Retribuzioni assoggettate a ritenute alla fonte a titolo di acconto

Nel punto 474 va indicata la quota di erogazioni in natura e dei compensi in natura comunque erogati indipendentemente dal loro ammontare per i quali la norma ha previsto la non concorrenza alla formazione del reddito se di importo non superiore o uguale a euro 516,46. Si precisa che nel caso in cui venga effettuata un’erogazione in natura di cui all’art. 51, comma 3 del Tuir, in sostituzione del premio di risultato di importo superiore a 516,46, l’intero importo di detta erogazione deve essere riportato nel presente punto.
Nell’ipotesi in cui il valore dei beni (o dei voucher) superi il valore di cui all’art. 51, comma 3 del Tuir, l’intero ammontare deve essere assoggettato a tassazione ordinaria.
Nel punto 475 riportare le somme di cui alla lettera d-bis del comma 1 dell’articolo 10 del Tuir, nel caso in cui vengano restituite al netto della ritenuta subita in anni precedenti. In questo caso, il comma 1 dell’art. 150. D.L. n. 34/2020 ha stabilito che dette somme non costituiscono oneri deducibili, mentre il successivo comma 2, dello stesso articolo ha previsto che “ai sostituti spetta un credito d’imposta pari al 30 per cento delle somme ricevute, utilizzabile senza limite di importo in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241”. Si precisa che il diritto del sostituto a fruire del credito d’imposta sorge al momento in cui non può più essere eccepita la legittimità della pretesa alla restituzione. Pertanto, ai fini dell’utilizzo del credito di imposta sono irrilevanti le vicende e le modalità relative alla restituzione dell’indebito (ad esempio, corresponsione rateale).

Termini e modalità di presentazione

Il termine ultimo per effettuare l’invio telematico, all’Agenzia delle Entrate, dei dati relativi alle certificazioni uniche è fissato al 16 marzo 2021 (31 ottobre per le certificazioni contenenti esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili mediante la dichiarazione dei redditi precompilata).
Il sostituto d’imposta che nell’anno 2021 ha prestato assistenza fiscale deve trasmettere per via telematica all’Agenzia delle entrate le dichiarazioni Mod. 730/2021 e i corrispondenti prospetti di liquidazione (Mod. 730-3). entro i seguenti termini:
– 15 giugno per le dichiarazioni presentate entro il 31 maggio;
– 29 giugno per quelle presentate dal 1° al 20 giugno;
– 23 luglio per quelle presentate dal 21 giugno al 15 luglio;
– 15 settembre per quelle presentate dal 16 luglio al 31 agosto;
– 30 settembre per quelle presentate dal 1 al 30 settembre.


Il flusso deve essere presentato esclusivamente per via telematica e può essere trasmesso:
– direttamente dal soggetto tenuto ad effettuare la comunicazione;
– tramite un intermediario abilitato ai sensi dell’art. 3, co. 3, D.P.R. n. 322/1998.


Il flusso si considera presentato nel giorno in cui è conclusa la ricezione dei dati da parte dell’Agenzia delle Entrate. La


prova della presentazione del flusso è data dalla comunicazione attestante l’avvenuto ricevimento dei dati, rilasciata per


via telematica.


Sciolta la riserva sull’accordo di rinnovo degli Ortofrutticoli



Conclusa positivamente la consultazione dei lavoratori sull’ipotesi di accordo di rinnovo del contratto nazionale di lavoro del settore ortofrutticolo ed agrumario sottoscritta lo scorso novembre


 


L’accordo interessa più di 60.000 addetti del settore ortofrutticolo e ha vigenza dall’1/1/2020 al 31/12/2023.
Questi gli aumenti e i relativi minimi previsti:











































































Livelli

Attuale

Dicembre 20

Dicembre 21

Dicembre 22

Dicembre 23

a regime

Q 2.137,37 14,98 29,97 29,97 26,97 101,88
1 2.039,51 14,30 28,59 28,59 25,73 97,22
2 1.802,14 12,63 25,27 25,27 22,74 85,90
3 1.723,25 12,08 24,16 24,16 21,74 82,14
4 1.560,74 10,94 21,88 21,88 19,69 74,40
5 1.493,52 10,47 20,94 20,94 18,85 71,19
6 super 1.461,64 10,25 20,49 20,49 18,44 69,67
6 1.426,53 10,00 20,00 20,00 18,00 68,00
7 1.371,90 9,62 19,23 19,23 17,31 65,40

























































Livelli

Minino all’1/12/2020

Minino all’1/12/2021

Minino all’1/12/2022

Minino all’1/12/2023

Q 2.152,35 2.182,32 2.212,29 2.239,26
1 2.053,81 2.082,40 2.110,99 2.136,72
2 1.814,77 1.840,04 1.865,31 1.888,05
3 1.735,33 1.759,49 1.783,65 1.805,39
4 1.571,68 1.593,56 1.615,44 1.635,13
5 1.503,99 1.524,93 1.545,87 1.564,72
6 super 1.471,89 1.492,38 1.512,87 1.531,31
6 1.436,53 1.456,53 1.476,53 1.494,53
7 1.381,52 1.400,75 1.419,98 1.437,29


MOLESTIE SESSUALI MOBBING E VIOLENZA DI GENERE
Alle donne lavoratrici vittime di violenze di genere si applica Il congedo dal lavoro per motivi connessi al percorso di protezione per un periodo di massimo sei mesi può essere usufruito dalla lavoratrice, oltre che su base giornaliera, anche su base oraria nell’arco temporale di tre anni.


Il predetto congedo può essere fruito anche dalle lavoratrici assunte a tempo determinato entro il termine finale apposto al contratto di lavoro.


CLASSIFICAZIONE
Al Sesto livello Super appartengono i lavoratori stagionali che abbiano prestato per almeno cinque anni civili (1 Gennaio – 31 Dicembre) consecutivi, presso la stessa azienda, attività lavorativa annuale, in uno o più periodi, e per non meno di 40 mesi di assunzione (anche frazionati);


DISCIPLINA DEL RAPPORTO A TEMPO INDETERMINATO A PRESTAZIONE RIDOTTA E PART-TIME VERTICALE
I lavoratori a tempo determinato che effettueranno presso la stessa azienda nell’arco di dodici mesi (dal 1°


Gennaio al 31 Dicembre) più di 190 giornate di effettiva presenza a prescindere dalle ore di effettiva


prestazione giornaliera, potranno richiedere entro 30 giorni dal superamento di tale termine la


trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato con prestazione ridotta annuale.


PERMESSI IN CASO DI DECESSO O DI DOCUMENTATA GRAVE INFERMITÀ
I permessi sono cumulabili con quelli previsti per l’assistenza delle persone. La contrattazione di secondo livello può regolamentare forme di convertibilità degli straordinari, indennità di varia natura e premi di produzione in ore di permessi per assistere familiari non autosufficienti. Tale convertibilità deve essere richiesta dal lavoratore.


FORMAZIONE CONTINUA
Le sopra indicate quote di orario possono essere definite anche a livello aziendale, con il coinvolgimento delle RSA/RSU o OOSS territoriali firmatarie del presente CCNL. Gli accordi di bacino e aziendali sono alternativi.


RAPPRESENTANTE DELLA SICUREZZA DEI LAVORATORI – PERMESSI RETRIBUITI
Al rappresentante della sicurezza per l’assolvimento delle sue funzioni, verranno concessi i permessi retribuiti di seguito specificati:
a) 15 ore annue, nelle aziende che occupano fino a 15 dipendenti;
b) 30 ore annue per ciascun rappresentante, nelle aziende, o nelle unità produttive, che occupano da 16 a 200 dipendenti;
c) 40 ore per ciascun rappresentante, nelle aziende che occupano più di 200 dipendenti, parte dei quali in più unità produttive che ne occupano meno di 15.


REFETTORIO
Salvo quanto disposto dalla vigente legislazione per i lavori all’aperto che hanno specifica disciplina, le aziende, per la refezione, devono avere uno o più ambienti destinati ad uso di refettorio, muniti di sedili e tavoli.


I refettori devono essere ben illuminati, aerati e riscaldati nella stagione fredda. Il pavimento non deve essere polveroso e le pareti devono essere intonacate ed imbiancate.


BANCA DELLE ORE SOLIDALI
I lavoratori possono cedere a titolo gratuito i permessi retribuiti e le ferie non utilizzate eccedenti quelle maturande nell’anno in corso. A questo fine può essere istituita presso ciascuna azienda una “banca delle ore solidali”. La cessione potrà essere al massimo di giorni 10 complessivi per ciascun anno, eccedenti comunque il periodo minimo di quattro settimane di ferie annuali. Lo strumento delle ferie solidali può essere utilizzato:
a) dai lavoratori bisognosi di riposi e ferie per assistere i figli minori, il coniuge o il convivente che per le particolari condizioni di salute necessitano di cure costanti;
b) per sé stessi in quanto affetti da grave malattia oncologica.
Ai fini dell’attuazione dell’istituto, i lavoratori che si trovino nelle condizioni di necessità possono avanzare la richiesta, reiterabile per non più di due volte, di utilizzo di “ferie solidali”, per un massimo di trenta giorni per ciascuna istanza, previa presentazione della certificazione comprovante lo stato di necessità, rilasciata esclusivamente da struttura sanitaria pubblica. L’impresa, ricevuta la richiesta, rende nota al personale le esigenze presentate dai lavoratori, in forma rigorosamente anonima, di ferie solidali” e invita i dipendenti, su base volontaria, a indicare la loro adesione alla richiesta, con l’indicazione della quantità di giorni che intendono cedere

Dichiarazione sostituti d’imposta: novità nel Modello 770/2021

Con il Provvedimento n. 13090/2021, l’Agenzia delle Entrate ha approvato il modello 770/2021 per l’anno di imposta 2020, con le istruzioni per la compilazione, da utilizzare per comunicare i dati relativi alle ritenute operate ed i relativi versamenti, alle compensazioni, ai crediti d’imposta utilizzati e alle somme liquidate a seguito di procedure di pignoramento presso terzi in qualità di sostituto d’imposta.

L’obbligo di presentazione del Modello 770/2021 (dichiarazione dei sostituti d’imposta) riguarda i soggetti tenuti ad operare ritenute alla fonte sui compensi corrisposti sotto qualsiasi forma, nonché gli intermediari e gli altri soggetti che intervengono in operazioni fiscalmente rilevanti tenuti alla comunicazione di dati ai sensi di specifiche disposizioni normative.


Il Modello 770/2021 deve essere presentato, esclusivamente in via telematica, entro il 2 novembre 2021 (in quanto la scadenza naturale del 31 ottobre 2021 cade di domenica).


Il modello è composto dal Frontespizio e dai quadri SF, SG, SH, SI, SK, SL, SM, SO, SP, SQ, SS, DI, ST, SV, SX e SY.


Le principali novità sono legate alle disposizioni adottate nel corso del 2020 per far fronte all’emergenza Covid-19.
In particolare:
– nel quadro SS (Dati riassuntivi e importi sospesi), è stato inserito l’apposito prospetto “Dati relativi agli importi sospesi a seguito dell’emergenza sanitaria da Covid-19”. Tale sezione è riservata ai sostituti di imposta che, essendone legittimati, non hanno effettuato i versamenti nel 2020, alle usuali scadenze previste dalla legge, avvalendosi delle disposizioni di sospensione emanate a seguito dell’emergenza sanitaria da COVID-19. In questa sezione dovranno, quindi, essere indicate le somme che il sostituto è stato legittimato a versare a scadenze diverse da quelle usuali. A tal fine sono stabiliti codici specifici che individuano le diverse sospensioni in considerazione del periodo, delle zone e dei soggetti interessati;
– nei quadri ST (Ritenute operate, trattenute per assistenza fiscale ed imposte sostitutive) e SV (Trattenute di addizionali comunali all’IRPEF) sono stati introdotti codici specifici da indicare al “punto 10” per segnalare versamenti sospesi in ottemperanza alle disposizioni emanate a seguito dell’emergenza sanitaria da COVID-19;
– nei quadri ST (Ritenute operate, trattenute per assistenza fiscale ed imposte sostitutive) e SX (Riepilogo dei crediti e delle compensazioni) vanno indicati i dati relativi al “Premio ai lavoratori dipendenti” stabilito dal decreto “Cura Italia”, rispettivamente, il versamento relativo al credito recuperato in sede di conguaglio e il credito del premio erogato (indicato nel campo 476 della CU/2021).


Ulteriore novità nel Modello 770/2021 riguarda l’erogazione del “trattamento integrativo” in favore dei lavoratori dipendenti e assimilati che ha sostituito il cd. “Bonus Renzi” a decorrere dal 1° luglio 2020. A tal fine, nel quadro SX (Riepilogo dei crediti e delle compensazioni) è stato aggiunto il rigo SX49 riservato ai sostituti d’imposta che hanno riconosciuto nel corso del 2020 l’erogazione del trattamento integrativo, per indicare il credito maturato per effetto dell’erogazione, quello recuperato, utilizzato e il residuo; nel quadro ST (Ritenute operate, trattenute per assistenza fiscale ed imposte sostitutive), inoltre, va indicato il versamento relativo al credito del trattamento integrativo recuperato in sede di conguaglio.


Sempre nel quadro SX è stata prevista l’indicazione (rigo SX1 colonna 5) dell’eventuale credito riconosciuto a seguito di ripetizione di indebito su prestazioni previdenziali e retribuzioni assoggettate a ritenuta a titolo di acconto in base alla previsione del decreto “Rilancio” (art. 150, co. 2 del D.L. n. 34/2020). Si ricorda che l’importo del credito è pari al 30% delle somme restituite indicate nel campo 475 delle CU lavoro dipendente e campo 22 delle CU lavoro autonomo ed è utilizzabile in compensazione senza limite di importo.


Infine, si ricorda che a decorrere dal 1° gennaio 2020, i dividendi corrisposti alle società semplici si intendono percepiti per trasparenza dai rispettivi soci con conseguente applicazione del corrispondente regime fiscale. Pertanto, sulla base delle informazioni ricevute dalla società semplice, l’emittente o l’intermediario che svolgono l’attività di sostituto di imposta, dovranno compilare:
– il quadro SK (Comunicazione degli utili corrisposti da soggetti residenti e non residenti nonché altri dati delle società fiduciarie) indicando i dati dei soci delle società semplici che percepiscono dividendi sui quali non è stata applicata la ritenuta o l’imposta sostitutiva; ovvero
– il quadro SI (Utili e proventi equiparati pagati nell’anno 2020) indicando gli utili corrisposti alle società semplici assoggettati a ritenuta in applicazione del regime per trasparenza in capo ai soci.

EBIPRO: rimborso strumenti DAD



L’Ente Bilaterale degli Studi Professionali (EBIPRO) eroga un rimborso parziale delle spese sostenute dai lavoratori dipendenti da studi iscritti all’ente per l’acquisto di strumenti tecnico-informatici necessari alla Didattica a Distanza.


Ebipro rimborsa ai dipendenti iscritti di studi/aziende in regola con i versamenti alla bilateralità e con un’anzianità contributiva di almeno 6 mesi al momento della richiesta, parte delle spese sostenute per l’acquisto di strumenti tecnico-informatici necessari allo svolgimento didattica a distanza (DAD) qualora adottata dalle Scuole (primarie e secondarie di primo e secondo grado) frequentate dai propri figli.
Ciascun dipendente iscritto può presentare una sola richiesta nell’arco dell’intera iscrizione alla bilateralità di settore. Qualora entrambi i genitori siano iscritti ad Ebipro soltanto uno di essi potrà presentare richiesta di rimborso. Nella medesima istanza può essere richiesto il rimborso delle spese sostenute per più figli.
Per strumenti tecnico-informatici si intendono, in modo tassativo, i seguenti apparecchi hardware indicati come tali ed in modo univoco nella documentazione fiscale rilasciata all’acquisto: Pc portatili o fissi, tablet, monitor, mouse, tastiere, notebook.
Il rimborso, pari al 50% delle spese sostenute fino ad un importo massimo erogabile di 300 euro (iva esclusa) per richiesta, riguarderà le spese di acquisto effettuate dal 1/09/2020 al 31/03/2021 e la domanda potrà essere inoltrata fino ad esaurimento delle risorse stanziate.

Integrazione salariale per lavoratori con obbligo di permanenza domiciliare: richiesta e fruizione


L’Inps, con messaggio n. 304 del 25 gennaio 2021, comunica il rilascio dell’applicativo per la presentazione all’Istituto delle domande di trattamenti CIGO, assegno ordinario, CIGD e CISOA, per sospensione dei lavoratori residenti o domiciliati nei Comuni delle Regioni Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia, interessati da provvedimenti di permanenza domiciliare adottati dall’Autorità Pubblica, nonché le relative istruzioni operative


Come noto, i datori di lavoro che abbiano sospeso l’attività lavorativa a causa dell’impossibilità di raggiungere il luogo di lavoro da parte dei lavoratori alle proprie dipendenze, domiciliati o residenti in Comuni per i quali la Pubblica autorità territorialmente competente abbia emanato provvedimenti di contenimento e di divieto di allontanamento dal proprio territorio, disponendo l’obbligo di permanenza domiciliare in ragione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, possono presentare domanda dei trattamenti di integrazione salariale, ordinaria e in deroga, di assegno ordinario e di CISOA, con specifica causale “COVID-19 – Obbligo permanenza domiciliare” (art. 19, D.L. n. 104/2020).
Le domande possono essere presentate datori di lavoro operanti esclusivamente nelle Regioni dell’Emilia-Romagna, del Veneto e della Lombardia, per periodi compresi tra il 23 febbraio ed il 30 aprile 2020, per la durata delle misure previste dai provvedimenti della Pubblica autorità, fino a un massimo complessive di 4 settimane. Per la CISOA, invece, è possibile presentare domanda di accesso alla prestazione, sempre per periodi decorrenti dal 23 febbraio al 30 aprile 2020, tenuto conto della durata delle misure previste dai provvedimenti della Pubblica Autorità, ma fino a un massimo di 20 giornate.
Lo specifico trattamento di integrazione salariale riguarda esclusivamente i lavoratori per i quali non hanno trovato applicazione le tutele previste in ragione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Ne consegue che detta particolare prestazione non può riguardare soggetti già ricompresi in precedenti richieste di trattamenti di CIGO, CIGD, ASO e CISOA, ovvero destinatari della misura che prevede il trattamento economico per malattia in caso di quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva.
Le relative domande dovevano essere trasmesse esclusivamente all’Inps, a pena di decadenza, entro il 15 ottobre 2020. Tuttavia, in ragione dei tempi tecnici che si sono resi necessari per la realizzazione delle procedure di gestione da parte dell’Istituto, gli effetti del regime decadenziale si considerano operanti a partire dal 15 febbraio 2021.
Alle istanze va allegata, in formato “pdf” e secondo un format specifico, un’autocertificazione (art. 47, D.P.R. n. 445/2000) nella quale il datore di lavoro dichiara che i destinatari del trattamento oggetto della domanda non hanno prestato l’attività lavorativa per effetto di uno o più provvedimenti di restrizione emanati dalla Pubblica Autorità, indicandone gli estremi.
In caso di richiesta di pagamento diretto della prestazione da parte dell’Inps, il datore di lavoro deve inviare all’Istituto tutti i dati necessari per il pagamento o per il saldo dell’integrazione salariale (modelli SR41 e SR43 semplificati) entro il termine di 30 giorni dalla notifica, da parte dell’Istituto, della PEC contenente l’autorizzazione alla prestazione. Trascorsi infruttuosamente tali termini, il pagamento della prestazione e gli oneri ad essa connessi rimangono a carico del datore di lavoro.
I datori di lavoro che si avvalgono degli interventi di integrazione salariale anticipando i relativi trattamenti ai dipendenti interessati, devono procedere al conguaglio o al rimborso degli importi anticipati entro il termine di decadenza di 6 mesi dalla data del provvedimento di concessione. Per i datori di lavoro che accedono alla CIGD ed alla CISOA è previsto esclusivamente il pagamento diretto della prestazione.
I datori di lavoro che accedono ai trattamenti di integrazione salariale in argomento non sono tenuti al versamento del contributo addizionale.
Alla luce dell’implementazione delle procedure di gestione delle prestazioni CIGO, ASO, CIGD e CISOA, sono stati pertanto creati nuovi codici evento:
– CIGO: codice evento 62 (Fondo ad hoc Diretto e conguaglio);
– FIS e altri Fondi di solidarietà: codice evento 35;
– Deroga: codice evento 33197;
– CISOA: codice evento 14.
Per quanto attiene alla compilazione dei flussi Uniemens, ai fini del conguaglio dei trattamenti di integrazione salariale i datori di lavoro interessati valorizzano all’interno dell’elemento <CongCIGOAltCaus> presente in DenunciaAziendale/ConguagliCIG/CIGAutorizzata/CIGOrd/CongCIGOACredito/CongCIGOAltre, il codice “L065” e, nell’elemento <CongCIGOAltImp>, l’importo dell’indennità ordinaria posta a conguaglio, relativa all’autorizzazione non soggetta al contributo addizionale. I datori di lavoro autorizzati all’assegno ordinario a carico dello Stato, ivi compresi i datori di lavoro iscritti al FIS, valorizzano il codice causale “L006”.
In caso di cessazione di attività, l’azienda può effettuare il conguaglio della prestazione erogata tramite flusso Uniemens di regolarizzazione riferito all’ultimo mese di attività e comunque entro i termini di decadenza delle autorizzazioni.
Nel caso in cui il periodo autorizzato per l’evento fosse stato già denunciato dal datore di lavoro con altro codice evento ovvero come periodo retribuito (ad esempio, per ferie o per altro congedo retribuito senza diritto a figurativo) ovvero come congedo non retribuito (ad esempio, aspettativa), i datori di lavoro provvedono alla sistemazione dei relativi eventi mediante la compilazione dell’elemento <MesePrecedente>, ovvero ritrasmettendo la denuncia individuale. Qualora fosse stato assolto l’obbligo contributivo, è sempre necessario l’invio di flusso regolarizzativo.
Infine, per il conguaglio degli ANF maturati nei periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa per gli eventi previsti per la causale “COVID-19 – Obbligo permanenza domiciliare” (periodi dal 23 febbraio 2020 al 30 aprile 2020), i datori di lavoro compilano l’elemento <InfoAggcausaliContrib> secondo le seguenti modalità:
– nell’elemento <CodiceCausale> indicano il codice causale “L020”;
– nell’elemento <IdentMotivoUtilizzoCausale>, il valore “N”;
– nell’elemento <AnnoMeseRif> indicheranno l’AnnoMese di riferimento;
– nell’elemento <ImportoAnnoMeseRif>, l’importo conguagliato, relativo al mese di riferimento della prestazione.
Contestualmente, con riferimento ai mesi per i quali i datori di lavoro abbiano già operato il conguaglio degli assegni per il nucleo familiare erogati ai dipendenti, essi devono procedere alla restituzione di quanto conguagliato utilizzando esclusivamente il codice causale già in uso “F110”.
I datori di lavoro che hanno sospeso o cessato l’attività, dovranno avvalersi della procedura delle regolarizzazioni contributive (Uniemens/vig).